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L'artigianato a Orani

Le mani la vera ricchezza.
A Orani il settore dell'artigianato è importante, frutto di una esperienza e di un'arte tramandata nei tempi, l'artigiano è in grado di produrre, con le proprie mani, opere d'arte uniche nel loro genere. L'esperienza e l'ingegno nell'ambito del proprio lavoro, porta a creare dei manufatti di propria invenzione con diversi materiali: il legno, il tessuto, la pelle, la ceramica, la pietra, il metallo, il ferro, la decorazione del vetro e la produzione del pane e dei dolci tipici. Con l'artigianato del legno l'elemento più rappresentativo è costituito dalla tradizionale cassapanca sarda, realizzata in legno di castagno, di noce o rovere, che costituiva nel passato l'umile arredamento delle case sarde, utilizzata come ripostiglio per la biancheria e per custodire il corredo nuziale ma soprattutto per conservare sos pannos de massaria, voluminosi panni di stoffa che venivano utilizzati nella produzione casalinga del pane carasau. Oggi la cassapanca è diventata quasi un pregiato pezzo espositivo, per il suo valore in quanto arricchita da bellissimi intarsi tipicamente sardi effettuati solo a mano. Agli inizi del '900 che gli artigiani oranesi del legno, grazie a maestri come Remo Branca e Eugenio Tavolara vengono introdotti nel circuito regionale dell'ISOLA e quindi coinvolti in quel processo di elaborazione e valorizzazione dell'artigianato artistico sardo. Gli artigiani oranesi hanno raggiunto un grado di qualità e unicità nella realizzazione di mobili e arredamenti vari che li rendono esclusivi e stilizzati, grazie a giovani artigiani che apportano fantasiose innovazioni all'antica arte ereditata dai padri.
Nella vita quotidiana non si è persa la buona tradizione di fare sa cotta che in lingua sarda indica l'intero ciclo di preparazione del pane carasau (carta musica), pane tipico del luogo preparato dalle donne della famiglia e del vicinato. Rappresentava nel passato, per la sua lunga conservazione, la provvista per i pastori, che per lunghi periodi erano costretti a rimanere fuori casa per accudire le greggi e il lavoro della campagna. Unito all'aspetto materiale di alimentazione tradizionale, questo pane è considerato anche sotto il profilo antropologico, dato che la sua preparazione domestica implica un processo di socializzazione. Ancora oggi con la sua immancabile presenza nella tavola sarda, costituisce il bene più prezioso. Al lavoro delle massaie si aggiunge il compito della preparazione de sos bistoccoso ingappaoso, unici nella loro tecnica in quanto impreziositi con un ricamo eseguito da mani sapienti con la glassa di albumi e zucchero. E' alle donne che anticamente spettava anche il lavoro della tessitura. In molte case esisteva il telaio perlopiù verticale, si lavorava la lana grezza che una volta trasformata in filato, veniva colorata con tinte ricavate da erbe. Dal telaio e con gli intrecci dei filati e colori nascevano bellissime ed elaborate coperte, tappeti, bisacce. I tessuti cosi ottenuti, oltre che per sopperire alle esigenze della famiglia, si vendevano nelle fiere dei paesi vicini o si barattavano in cambio di altre merci. Oggi si vogliono riscoprire queste arti per evitare che gli antichi saperi vadano perduti. Grazie a un progetto fra il Comune di Orani e la Regione Sardegna, saranno avviati dei corsi, rivolti soprattutto ai giovani, con il fine di salvaguardare questi antichi mestieri.
Sos mastros de pannu (sarti), con la loro abilità hanno saputo adattare la moda dei nostri giorni all'antico abito del pastore sardo, realizzando abiti su misura, con stoffe come il velluto e l'orbace, mantenendo la tradizione e l'eleganza, il passato e il presente. L'arte sartoriale nel nostro paese ha raggiunto un alto prestigio, tale da essere conosciuta non solo in Italia ma anche all'estero.
Da prendere in considerazione è anche l'artigianato della pelle, dinamico e in linea con i tempi, sempre all'avanguardia con le mutevoli tendenze di moda e di costume. Con il cuoio artistico si realizzano una vasta produzione di oggetti: come portagioielli, bomboniere, articoli da scrittoio e riproduzioni di oggetti antichi. Immancabili sos cambalese e sos cusinzoso realizzati su misura, ancora oggi costituiscono una parte dell'abito tipico del mondo agropastorale sardo. La pelle è rigorosamente lavorata e intagliata a mano con apposita attrezzatura e ogni singolo pezzo è unico nel suo genere.
L'artigianato oranese è stato favorito anche dallo sfruttamento delle miniere di talco e di feldspato e dei suoi derivati che hanno dato una connotazione particolare all'economia del paese, segnandone con vicende alterne lo sviluppo. La produzione e la lavorazione del granito trova una superba esaltazione dei componenti architettonici e di arredo delle strutture più prestigiose. Con la sapienza e la tecnica dell'artigiano orafo, il nudo metallo prende vita e splendore ottenendo da esso forme ed effetti di arte etrusca in grado di valorizzare gemme, coralli, cammei, minerali. Quando la lavorazione dei metalli viene eseguita ad arte è possibile realizzare qualsiasi elaborazione. Gli elementi primari prendono forma anche con su mastru erreri il sibilo del martello sul ferro caldo che lo piega e lo contorce, il braccio dà la direzione, la mente dosa la forza dando forma e bellezza alla creazione, con uno stile sempre in evoluzione e con la tecnica tramandata da generazioni. Anche l'acciaio e il rame possono essere modellati e trasformati per dar vita a raffinati elementi di arredo per interni ed esterni di edifici residenziali pubblici e privati; oppure per realizzare componenti ad uso industriale e meccanico di massima efficienza, realizzati su misura, con la massima precisione.
Anni di esperienza per la decorazione del vetro artistico, con una profonda competenza artigianale che oggi grazie ai materiali, all'attrezzatura e una grande dose di passione, pazienza e precisione, si eseguono delle decorazioni su vasi, centrotavola, specchi, oggettistica. Con l'aggiunta di determinati elementi, è possibile creare vetri con differenti colorazioni e decorazioni. Non manca l'arte della ceramica con una tecnica del Raku che ha origini giapponesi e che racchiude il seguente significato: ''gioia vivere in armonia con le cose e gli uomini. Come non ricordare l'artigianato del sughero con cui si realizza la tipica maschera de su bundhu, riscoperta da qualche anno a questa parte e oggi diventata un simbolo del nostro paese.

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